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Pensare per immagini

l'AlterBlog

August Sander

I suoi ritratti nascevano dalla cerchia dei suoi più intimi amici, come quelli del “Gruppo” o delle persone che facevano parte della sua clientela fissa e con la quale aveva un rapporto privilegiato o familiare. Ma è sempre la ricerca dell’archetipo ad attrarre l’attenzione di Sander , ossia di quell’essenza fondamentale che, attraverso le forme dell’esistente, imprime ai suoi ritratti una tensione che oscilla continuamente tra icona e documento, tra particolare ed universale…….

Nadar

nadar

Non esiste la fotografia artistica.

Nella fotografia esistono, come in tutte le cose, delle persone che sanno vedere e altre che non sanno nemmeno guardare .

HENRI CARTIER-BRESSON

HENRI CARTIER-BRESSON

Per me la fotografia consiste nel riconoscimento immediato, in una frazione di secondo, del significato di un evento e di una precisa organizzazione di forme che danno all’evento la sua migliore espressione. Credo che, per il fatto di vivere, la scoperta di noi stessi avvenga contemporaneamente alla scoperta del mondo intorno a noi, che può modellarci, ma può essere anche da noi influenzato. Fra questi due mondi, quello che è dentro di noi e quello che ci circonda, bisogna stabilire un equilibrio. In conseguenza di un processo di costante interazione, i due mondi si fondono in uno solo. Ed è questo mondo che dobbiamo riuscire ad esprimere.

HENRI CARTIER-BRESSON

LUOGHI SCELTI

Nel 2001 scrivevo:

E’ interessante valutare come un luogo propenso alla comunicazione visiva, ti porti a capire come la nostra attenzione sia facile da guidare e controllare. Essenzialmente non mi interessa il contenuto del manifesto pubblicitario, ma la forma e le dimensioni che esso ha. Vedere questi grossi rettangoli immersi nel piano urbanistico dei nostri paesi mi rende cosciente di una condizione visiva imposta. Queste immagini sono visioni di luoghi comuni, luoghi di tutti i giorni che assumono in sè uno stato di paralisi visiva della nostra società  Anestesia dello sguardo . La notte è stata utile per avere un approccio più intimo con il luogo che stavo fotografando e per avere una maggiore sensibilità nel capire il mio ” luogo scelto”.

Man Ray

Man Ray

Ovviamente ci sarà sempre chi penserà solo alla tecnica, chi si chiederà ‘come’, mentre altri, dotati di maggiore curiosità, si chiederanno ‘chi’. Personalmente ho sempre preferito affidarmi più all’ispirazione che all’informazione.

MAN RAY

Camminando camminando ……fu Notte !

Questo è il mio primo lavoro esposto nel novembre del 2000 a  San Giovanni Valdarno presso Palazzo Corboli. E’ stato il  primo approccio serio alla  fotografia . Un anno di lavoro, iniziato alle fine del 1999 quando quasi per caso mi  avvicinai a questo mondo. La scelta di fotografare di notte è stata una cosa naturale, spontanea. Il fascino della solitudine, l’idea che per 30/40 minuti dovevi stare ad osservare il luogo che stavi fotografando aspettando il tempo di posa  della pellicola, mi rendeva con il passare del tempo sempre più consapevole di quello che stavo fotografando e il perchè lo fotografavo. Un allenamento allo Sguardo , vedere con chiarezza i luoghi che mi circondavano era la cosa che mi interessava , entrare in armonia con quello che avevo attorno mi permetteva di realizzare immagini più nitide .

Primo Articolo

MONDO

Nel 1969 viene pubblicata da tutti i giornali la fotografia scattata dalla navicella spaziale in viaggio per la Luna ; questa era la prima fotografia del Mondo. L’immagine rincorsa per secoli dall’uomo si presentava al nostro sguardo contenendo contemporaneamente tutte le immagini precedenti, incomplete, tutti i libri scritti, tutti i segni decifrati e non.

Non era soltanto l’immagine del mondo, ma l’immagine che conteneva contemporaneamente tutte le immagini del mondo in una volta sola. Eppure questo sguardo totale, questo ridescrivere tutto, annullava ancora una volta la possibilità di tradurre il “geroglifico-totale”.

Il potere di contenere tutto, spariva davanti all’impossibilità di vedere tutto in una volta sola.

Citazione di Luigi Ghirri “Kodachrome” Punto e Virgola, Modena 1978.

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